Affogare le delusioni

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Bianca

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Ciao Stella,
Felice di saperti già a New York, pensavo ci fosse il tempo dei saluti, di due chiacchiere pre-partenza e invece così senza colpo ferire sparisci e mi lasci giusto 2 laconiche righe in cui l’unica notizia degna di nota è lo smarrimento delle tue valigie!

Stella, insomma! Cerca di contare fino a 10 prima di prendere le tue solite decisioni avventate.

Vivere la quotidianità, è quello il difficile. Invece tu al primo fremito di malinconia, al primo barlume di nuvola passeggera sulle tue giornate prendi e scappi.

E lasci gli altri ad aspettarti, ad aspettare che la tua frenesia di pensieri ed azioni si plachi!

Così è troppo , troppo facile Stella. A volte rimanere è la vera sfida.

Rimanere e cercare di cambiare quello che non va, quello che sta stretto come un tubino indossato dopo aver ingurgitato un chilo dei famosi dolcetti al cocco della nonna!

Che è quello che ho fatto io oggi per cercare di affogare le false speranze ed anestetizzare la delusione.

Ma non mi avevi detto che saresti passata di qui, prima di partire? PRIMA, lo ricordo bene, non DOPO non sono ancora così fuori di testa.

Ultima telefonata dopo la mia mail. Quando ancora ti degnavi di rispondere al cellulare! Tue testuali parole “ Passo da te prima di prendere qualsiasi decisione sulla partenza! Voglio sentire quali sono i progetti in cui hai intenzioni di coinvolgermi riguardo a Villa Segreta.” STOP

Mi sento delusa da chi, come te, non valuta i suoi effetti sull’altro.

Da chi è troppo preso dalle proprie paturnie, dai suoi troppi cambiamenti di umore da non mettere in conto le altrui aspettative deluse!

Così presa da sé stessa da rispondere ad una serie di chiamate solamente con una serie infinita di whatsapp!

Sai che ti dico? Odio chi ha inventato whatsapp e quelle stupide faccine che vorrebbero sostituirsi alle parole…

Odio chi ti bombarda di messaggini e poi non risponde ad una tua chiamata.

Odio questa leggera ipocrisia della comunicazione veloce, facile, alla portata che nega con vigore l’incisività delle parole!

Cosa avrei dovuto capire dalla tua ultima faccina, quella inviata prima che mi scrivessi quel micro-messaggio sulle tue valigie? Una faccina mezza blu e mezza gialla con le mani sulla testa… cosa volevi esprimermi? Ansia? Paura? Stupore? O semplicemente volevi dirmi che eri troppo ingolfata per chiamarmi?!?

Mi ero ripromessa di scriverti tanto, di parlarti di nuovi progetti che avevo in mente, ma giuro, me ne è passata la voglia!

Mi consolerò con uno di quei dolcetti a cui avevo promesso di stare alla larga per un po’…

I Dolcetti dei (miei) 5 minuti (al cocco)

Quando vorrai palesarti nuovamente io sono qui!

Bianca

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