La vita è il naufragio che travolge i tuoi piani

Bianca

Sono tornata.
Finalmente, sono tornata.
Sono tornata a scrivere, a cercare di dare un senso alle mie giornate, a vivere.

E’ stato come riprendersi dai postumi di una lunga sbornia. Solo che non c’era niente di divertente in quella sbornia. Solo quei maledetti postumi.

E’ successo tutto in un attimo.

Giulio che torna da Berlino in occasione di un convegno.

Arriva una sera con in mano una bottiglia di vino rosso e sulla faccia un’aria tanto seria da non lasciar presagire nulla di buono.

Arriva con del fast food da asporto per i ragazzi, “così avremo più tempo per la cena e per le nostre chiacchiere, io e te da soli”- mi suggerisce al telefono , ma la voce non ha quel tono complice che mi aspetterei da una simile proposta.

Attende che i ragazzi siano a letto. Poi sgancia la bomba, ed io rimango sospesa tra un riso basmati con anacardi e il pollo al curry che adesso non mi appare più come il nostro piatto della riconciliazione, quello che nel tempo aveva suggellato le nostre paci dopo furibonde litigate, quello che metteva d’accordo anima e stomaco, accompagnato da sorrisi ritrovati e da un buon Negramaro.

La forchetta cade sul piatto, ma non so se è più per lo stupore o per il sollievo.

Mi lascia. Ha deciso che è meglio così, per noi, per i ragazzi, per la sua vita che ha bisogno di nuovi orizzonti. Ha detto proprio così. Nuovi orizzonti, lavorativi ma non solo. Per il suo bene ma anche per il mio.

Il suo sguardo obliquo per la prima volta mi ha messa alle strette, spalle al muro. “Non puoi mentire a te stessa”, diceva perentorio. “Da quanto tempo oramai ci trasciniamo in questa fasulla idea di coppia? Da quanto tempo rimandiamo la decisione per quieto vivere?”

Il suo errore, ha aggiunto, è stato quello di accettare questo lavoro a BERLINO. E di lasciare che la nostra routine di colpo si interrompesse. E lasciasse spazio ad altre possibilità di vita.

A volte bisogna commettere un grande errore per capire quale è la cosa giusta da fare. E lui l’ha capita, a differenza di me che invece sono stata solo capace di nascondere, di non pensarci, come se fare finta di nulla fosse la soluzione.

E d’improvviso ho realizzato che aveva ragione. Ho aspettato, indugiato, temendo di ferire, di ferirmi, di trovarmi poi di fronte a delle decisioni da prendere e ad una vita da rimettere in piedi.

Ho temuto di vedere crollare i miei piani di vita. Ma d’altra parte i piani non tengono conto degli imprevisti, non è vero?

Non ho ancora deciso cosa fare. Non è che tutto diventa chiaro all’improvviso. Ma questa sua decisione in fondo mi ha dato una scossa: ho deciso di lasciarmi sorprendere dagli eventi. Di non programmare sempre tutto. Di non opporre resistenza. E’ proprio vero: la vita è il naufragio che travolge i tuoi piani.

Ti abbraccio, fatti sentire presto

Tua Bianca

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