Inside Out: la rabbia

Bianca

inside out rabbia

Cugina cara,
Oggi è una di quelle giornate ventose che spazzano via di tutto, ma non le mie inquietudini.
Ti ho detto che settembre per me non è il massimo no? E a ottobre non va meglio…

Domenica sono andata con Emma a vedere il film Inside Out, lo so, non ho saputo resistere e non ti ho aspettato.

Bè c’è tanta roba dentro, anche se il finale, secondo me, è uno di quelli che lascia spazio a tutto, a troppo, a un sequel di sicuro. E’ il marketing, baby e non puoi farci niente!

E’ la storia di queste emozioni che vivono di vita propria nella testa di una ragazzina: veramente geniale.

La sai la trama, vero? In estrema sintesi: “emozioni al comando della personalità”
Il film è ambientato quasi totalmente all’interno del cervello di Riley, una bambina di 11 anni, e più precisamente nella sala comandi della sua mente: Rabbia, Paura, Gioia, Tristezza e Disgusto, sono loro ad essere protagoniste.

La cosa che mi ha più colpita è l’irrazionalità di Rabbia. Mi sono riconosciuta in quel rancore che porta ad agire impulsivamente senza analizzare le conseguenze.

In questi giorni Rabbia si è impossessata anche del mio cervello, peccato io non sia più una ragazzina di 11 anni ed un po’ di raziocinio, nonché di lungimirante esperienza dovrei averla!

Almeno quella sufficiente per non farmi prendere dal livore ogni volta che mi confronto con questi piccoli personaggi assettati di visibilità e di potere.
Hai capito a chi mi sto riferendo vero? Si si proprio a quel tizio con cui sto, ahimè, collaborando per quel progetto scolastico sul tema nutrizione e cucina per i ragazzi (e che altro oramai per me?)

Non mi dilungherò nel dirti come questo ignobile omuncolo dai lucenti occhietti cerulei allunghi i suoi artigli verso tutto ciò che possa dargli luce, anche se poi di fatto non fa un bel niente.

Ma esistono ancora queste persone qui, dirai tu? Esistono eccome.

La mia amica Daniela, donna di navigata esperienza in fatto di furbetti del quartierino per via di capi ansiosi solo di spremerla ed attribuirsi i meriti del suo lavoro, mi dice che l’unica soluzione è prendere le distanze.

“Non ti piace la persona con cui sei costretta a collaborare? O molli il progetto o non consideri la persona.” Ti schermi insomma. Fai in modo che le sue azioni siano solo il fastidioso ronzio di una mosca…nulla di più. “E’ sopravvivenza mia cara.” sentenzia sicura Daniela.

Peccato che io alla mia veneranda età non abbia ancora capito come si fa a mettere i famosi paletti, perché c’è un sistema vero? Se lo sai dimmelo…ansiosa di imparare…

Ti lascio con questi dolcetti con cuore fondente di cioccolato al peperoncino che ho trovato su mondo piccante.net (visto l’argomento fa proprio al caso mio)

E quando la rabbia del peperoncino incontra la voluttuosa sensualità del cioccolato…bè allora si che questa è una rabbia accettabile…

Dolcetti cuore fondente di cioccolato al peperoncino

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