Dovevo metabolizzare

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metabolizzare

Ciao Bianca,

l’attesa nella risposta questa volta è voluta. Dovevo metabolizzare la notizia di zia Gemma.

Quando succedono queste cose, così all’improvviso, ti cambia tutto. Quello che vedevi in modo assume altri contorni, nuove forme e ti senti… una merda!

Sì mi sento così perché, nonostante tutto, i miei rancori non erano, e non sono, nulla paragonati a quello che può aver sofferto lei, quando ha saputo che il padre che l’ha cresciuta non era il suo, o quando ha letto il referto che le comunicava che aveva solo pochi mesi di vita.

Era logorata dentro, zia Gemma. Lo era sotto diversi punti di vista e, forse, nemmeno così scorrelati tra loro. Quando ti porti dentro la sofferenza, lei inizia a mangiarti poco a poco, fino a consumarti. E allora diventi irascibile, intrattabile, instabile perché non sei più tu a governare il tuo corpo ma lei. 

Ho esagerato con lei. Sono stata brusca, e a tratti davvero stronza. Ma non potevo tollerare che ostacolasse i miei sacrifici, non potevo sopportare che le sue mani strangolassero e soffocassero i miei sogni.

Sono piena di sensi di colpa cugina.

Ma, tu che l’hai frequentata nell’ultimo periodo, sai sei aveva scoperto qualcosa del padre naturale? Ci sono indizi nelle lettere di nonna Egle?

Possiamo cercare di rimettere insieme i cocci di questa famiglia sempre più piena di segreti?

Ci bevo una coppa di spumante e lamponi in attesa di fare un giro a Siena da zio Antonio per chiedere scusa.

Xoxo,

Stella

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