C’è sempre una buona ragione per una fetta di torta!

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Bianca

fetta di torta

Ciao Stella

Qui Milano. Persa nelle giornate caotiche del riordino e nei pensieri confusi di chi ancora non ha capito cosa farà da grande.

Giulio già completamente immerso nel suo lavoro E’ talmente preso da questo nuovo incarico che oramai lo vedo pochissimo. La mattina se ne va quasi all’alba e la sera torna che io e i ragazzi siamo già a letto.

Ma io stranamente non mi sento sola. L’avresti mai detto? Padrona del mio tempo come non mai.

Non credevo che riorganizzare una nuova casa mi avrebbe messo così  di buonumore. E scoprire i miei nuovi vicini.

Ora ti racconto meglio. Il condominio dove ci siamo trasferiti è pieno di tipi strani di quelli che piacerebbero tanto a te. Ed io, anche se ancora non li ho conosciuti personalmente tutti (anzi pochissimi a dire il vero) mi sto già facendo dei gran bei film.

C’è il tipo sulla sessantina con la lunga coda bianca che porta sempre strani occhialoni scuri pieni di strass ed è seguito passo passo da una shampista con capigliatura viola (lo sapevi che adesso è un colore molto in voga? ) che lo tampina come un cagnolino, Emma suppone sia la sua segretaria. Mah.

Eppoi c’è quella che io avevo scambiato per un’attrice di film porno, tanto sono succinte le sue mise, che invece ho scoperto essere una notissima avvocato divorzista. Ti giuro non avrei mai immaginato un avvocato in tribunale con borchie e tuta in pelle nera. Roba che le tue 50 sfumature di grigio al confronto impallidiscono (eh lo so che lo hai letto, la zia Aurora mi ha confidato di avertelo regalato e di avertelo visto divorare in soli 2 giorni!).

E infine c’è una signora anziana che fa una torta favolosa. L’altro giorno scendevo le scale con uno dei soliti scatoloni da buttare nel cassonetto, poi rapita da un profumo delizioso, di quelli d’altri tempi, mi sono fermata di colpo.

Lei, la signora Marisa, all’improvviso ha aperto la porta e mi ha trovata lì , ferma sul pianerottolo, con lo scatolone tra le braccia, gli occhi chiusi e le narici spalancate , pronte ad inalare in un colpo solo tutta quell’aromatica scia di buono.

Si è messa a ridere e mi ha fatto entrare. Ed improvvisamente mi sono ritrovata davanti a quella bontà: la turta de paisan. Il mondo poteva aspettare ancora un attimo prima di bussare alla mia  porta per le solite incombenze quotidiane! D’altra parte c’è sempre una buona ragione per una fetta di torta fatta in casa no?

Marisa mi ha spiegato che è la “turta paisan“, chiamata anche torta di latte ed è tipica della Brianza,nelle zone comprese tra la provincia di Milano, Monza e Lecco. E’ un dolce a impasto molle, a base di pane, latte, amaretti, pinoli, uvetta, zucchero e cacao. La classica torta del recupero ingredienti insomma, che viene preparata mettendo a mollo il pane raffermo nel latte per due o tre ore, poi vengono aggiunti e mescolati gli altri ingredienti, e cotta in forno.

Abbiamo passato un’oretta insieme, tra una fetta di torta ed un caffè che lei sorniona mi ha corretto con un mistrà custodito in una bottiglietta nascosta nell’armadio. Sospetto di essere stata eletta a sua nuova compagna di merende alcooliche!

Ti aggiorno presto con le mie nuove conoscenze.

Un abbraccio

Bianca

Ps: te la vedi stasera la finalissima di Masterchef? Secondo te chi vince? Io tifo per Erica, lo so è la meno brava e precisa dei tre, ma lo sai che le sbavature iniziano a piacermi più della maniacale perfezione no?

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